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ACCETTARE NON E’ CONDIVIDERE

ACCETTARE...Beh il blog è fatto per sfogarsi vero? E allora io mi sfogo! Riciclo un mio post di qualche giorno fa, ma mi sta a cuore il fatto e così in onore del mio primo (e spero – visto la lunghezza, ma tanto metto il font al più piccolo che forse vi frego… – non ultimo) post… ecco qui: Rubo la frase del titolo da una che ho sentito nell’ultimo film che ho visto “Saturno contro”, film che raccomando di andare a vedere perché è veramente bello! Ma non è per questo che ho scelto questa frase. La vorrei analizzare con voi (visto che fra cose che sono successe e dopo aver letto l’intervento interessantissimo sulle “parole” sul blog di Perlina ci ho pensato molto). Dal dizionario italiano: Accettare: dal latino accipere “accogliere”. Acconsentire a ricevere qualcosa o qualcuno oppure a fare qualcosa. Oppure anche sopportare con serenità. Condividere: coniugato come dividere. Avere in comune con gli atri. Sin. compartecipare, spartire.
Ora se una persona ti dice “tu non accetti la mia opinione” solo perché tu ne hai una diversa a me non sembra che voglia dire non accettare l’opinione espressa. Vuol dire semplicemente “non condividerla” seppur accettandola. Se uno ti dice: “a me piace il bungee jumping e a te?” tu: “a me no, ho paura.” lei: “ma come fai a dire che hai paura senza averlo provato?” tu: “non lo so, ma ho paura e basta perché è pericoloso.” lei: “non è pericoloso”. Sono due opinioni. Con quale diritto può una o l’altra persona dire che non vengono accettate solo perché differenti?
Io accetto che tu salti da un ponte attaccato ad un elastico se ti piace, ma tu devi accettare che io non lo farei perché ne ho paura. Punto. Se non si trova un punto d’accordo si rimane che uno pensa una cosa e l’altro un’altra. Tutte due sono opinabili e nessuna lo è. Ovviamente è un esempio ragazzi!!! Un’altra cosa che mi da molto fastidio e la finirò qui, perché sono rimasta molto delusa, sono le persone che ti dicono esplicitamente delle cose da cui trai delle esplicite conclusioni (anche perché sono indirizzate in prima persona – o seconda in questo caso 😉 – a te). Quando poi gli dici di no o si a seconda dei casi, ti trovi come risposta un “ma tu hai capito male… io non ho mai detto questo..:”. Bene… questo mi fa vedere rosso. Nel vero senso della parola. Oltre a lasciarti quell’amaro in bocca di uno che ti ha appena fatto sentire un’idiota patentata e tu sai benissimo di non esserlo, è segno di una mancanza di palle (dicesi coraggio) estrema. Il famoso “rigirare la frittata”. In questi casi è una manna avere qualche “prova” di tutto ciò solo per andare a rivedere un attimo ed accorgersi che c’era ben poco da capire male… Comunque le delusioni non mi smontano. Non l’hanno mai fatto come tutte le cose (tempo fa l’avevo infilato in un mio post) sia belle che brutte che ci capitano, servono a imparare. Forse tutto questo serve anche a imparare dagli altri. Da altri punti di vista e spero che questa non sia la fine di quello che credevo essere una bella cosa… :-/
Cambiamo discorso va che è meglio… 🙂
Ragazzuole vi lascio con un altro quesito, la conoscete quella che io, ormai da anni, chiamo “la sindrome dell’autosalone”?
Un uomo vuole comprare un’auto nuova ed è interessato ad un modello in particolare. La sua vecchia però funziona ancora bene. Il rodaggio l’ha superato brillantemente e non ha nemmeno tanti chilometri. In più lui sa quanto consuma. La nuova, invece, non si sa ancora. Certo ha optionals che la vecchia non ha. Il signore vorrebbe farci un giro di prova, con il rischio però di volersi tenere tutte e due: la cabrio per il weekend e la berlina per tutti i giorni. Per parcondicio faccio l’esempio per i ragazzuoli …
Una donna vorrebbe un paio di scarpe nuove e ne ha visto un paio che sono stupende (certo c’è anche la borsetta abbinata e il portafogli che non sono male, ma se infilo anche questi ci confondiamo tutti e allora facciamo che smetto…). Quelle che ha indosso ce le ha da un sacco di tempo ormai, sembrano pantofole: comode, calde, col tacco giusto, affidabili su qualunque terreno ecc. Le nuove invece sono una figata: tacchi a spillo altissimi e un colore da fare venire la pelle d’oca. Ora la donna sarebbe la più felice donzella sulla faccia della terra se la commessa gliele prestasse per farci una passeggiata in città e vedere se la punta non è troppo stretta, se calzano bene e se il tacco non è troppo alto. Con il rischio poi di comprarle lo stesso e tenerle per le grandi occasioni o le serate in discoteca e mettere quelle comode e vecchie durante la settimana… Se avete capito, che ne pensate?
Io mi tengo la mia Teresina (la mia clio verde cacchetta di neonato ndr.) e giro in scarpe da ginnastica evitando gli autosaloni… Un giorno troverò le scarpe che fanno per me!

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2 commenti su “ACCETTARE NON E’ CONDIVIDERE

  1. Benvenuta!
    Solo una cosa non mi piace… Ferzan Ozpetek.
    E’ un regista sopravvalutato, limitato e pare che non ami gli attori di teatro…non posso che detestarlo!

  2. 🙂 Beh a me piacciono gli attori di teatro! Anzi mi piace molto il teatro! Però non sapevo che esistessero registi a cui non piace… ha perso punti!
    Comunque grazie!!! 🙂

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