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ANORESSIA

disegno di Andrée AvantheyPersonalmente non ho nulla contro i concorsi di bellezza. Non sono un’accesa femminista e non critico ragazze che sfilano in costume da bagno,  o in abiti eleganti, per farsi guardare. Non metto in dubbio che abbiano anche un cervello, anche se in una passerella è complicato mostrare qualità diverse da quelle fisiche. Ma quando queste ragazze si mettono a pontificare, a parlare a vanvera no, allora mi stranisco. Contestano chi usa il centimetro, si indignano a chi chiede loro di mostrare parti anatomiche che in realtà sono già in bella mostra, si scagliano contro gli "stilisti", considerati ormai diavoli incarnati apposta per costringerle a calarsi in un certo tipo di fisicità, si riempiono la bocca di quella parola "anoressia" la lotta contro la quale è diventata ormai un argomento "di moda". E io voglio difendere gli stilisti. Con l’anoressia non c’entrano nulla. Non sono loro ad obbligare le ragazze alla magrezza, essi rappresentano solo un alibi per chi vuole giustificare un suo disturbo che ha ragioni molto più profonde. Cominciamo col dire che non si diventa anoressici per fare la modella. Credetemi, ne so qualcosa. Chi diventa anoressico non vuole nè sfilare, nè entrare nel mondo dello spettacolo, nè farsi ammirare. Non vuole niente. Non vuole essere più niente. Diciamo che smettere di mangiare è un modo alternativo al suicidio eclatante, pianificato da chi non ha coraggio di finirla istantaneamente e non vuole dare nell’occhio. Ma vuole morire. Il delitto perfetto, se ci pensate. Nessuna traccia immediata, nessuna possibilità di aiuto finchè in alcuni casi non è troppo tardi. Non ci pensa neanche ad iscriversi a un concorso di bellezza, vuole solo arrivare a non vedersi più neanche nello specchio di casa. I perchè? Mistero. Fragilità, mancanza d’amore, sì, lo so, sembra banale, ma vi garantisco che la sofferenza è lacerante. Uscirne è durissima, a volte non ci si riesce mai del tutto, passassero anche anni. Perciò spero di essere giustificata se mi in…zzo con chi ne parla senza sapere, per sentito dire, come se fosse un luogo comune. Non è uno spettacolo da pubblicizzare, non è una passeggiata, è la negazione che una donna fa di se stessa e per qualsiasi motivo ciò accada, l’argomento (e le donne che ne sono colpite) meritano un po’ di rispetto. Buttarlo lì quando non c’entra niente, tanto per darsi un tono, non gli rende la dovuta giustizia e forse non l’ho fatto neanch’io con quello che ho scritto, ma chi ci è passato mantiene un certo pudore e non ha neanche tanta voglia di spiegare più di tanto, l’intervento è solo per sfogarmi contro la superficialità di chi apre bocca e le dà fiato, siano miss, o giornalisti, o tuttologi vari.

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Un commento su “ANORESSIA

  1. COMPLIMENTI!
    sul serio… dal profondo del mio cuore…
    Non sai quanto concordo con quello che hai scritto… perchè anche io NE SO QUALCOSA!
    Un bacio e un abbraccio fortissimo!
    Sei in gamba!

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