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SUPEREROI

LMa in che paese viviamo? Lo so è una domanda fatta e strafatta, pienamente retorica, ma sorge ogni qualvolta urto contro i pali burocratici, cado in voragini istituzionali, o quando i diritti elementari di una persona non vengono rispettati, soprattutto di una persona che soffre.
La domanda si riaffaccia spontanea anche quando leggo che gli ultimi morti sul lavoro, a Molfetta, sono degli eroi… Eroi?! Un eroe è qualcuno che consapevolmente mette a rischio la propria vita per salvare quella di qualcun altro. Un gesto eroico è dettato dall’istinto, che in quel preciso momento ti fa fare l’impossibile per raggiungere un improvviso e imprevisto obiettivo. Insomma, un eroe è un uomo normale che fa cose straordinarie. I morti sul lavoro per mancanza di regole e controlli, non sono eroi, sono poveri disgraziati costretti a lavorare in pessime condizioni, è diverso. Molto diverso. Allora chiamiamo le cose con il loro nome. Ogni “incidente” non è tale, per ogni morto sul lavoro ci sono sempre dei responsabili che andrebbero giudicati e condannati. Sentire parlare di eroismo mi fa veramente incazzare! E allora sorge la famosa domanda. Ma in che paese viviamo? Attenti! Perché ce lo mettono inder posto anche cambiando significato alle parole! La medaglia al valore serve solo a coprire la verità. È più comodo pensare al morto come ad un eroe piuttosto che a un povero sfigato che lavorava per imprenditori senza scrupoli. Non vi pare?
Giro pagina e leggo che il sig. Corona è stato arrestato in autostrada perché ha più volte tentato di fare il pieno alla Bentley con banconote false… poveretto! Anche questo individuo, tempo fa, è stato dipinto come un eroe… e invece è proprio l’ultimo dei pataccari! Ricordatevi, l’Italia è il paese dei santi, dei poeti, dei navigatori ma soprattutto degli eroi… tanti eroi!
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5 commenti su “SUPEREROI

  1. Quello che mi fa incazzare ancora di più è che questi poveri cinque morti siano già entati nei discorsi dei politici che affermano che non è la sicurezza che deve cambiare ma la politica del lavoro! Da tutte le parti si sente dire che le leggi ci sono e che devono essere rispettate. Ma chi deve farle rispettare? Fiorello tempo addietro lanciò una sfida. ” Politici, se prima non fate qualcosa noi non andiamo a votare. ” Inventatevi qualcosa, cazzo, assumetevi le vostre responsabilità. Non si possono dimenticare domani, cinque morti, fra questi un ragazzo di 20 anni,colpevoli solo di essersi trovati in un inferno durante una giornata di lavoro.

  2. innocenti vittime, quasi costrette a morire per poter vivere, anzi sopravvivere. Strumentalizzate per una politica…
    Non ci si rende conto che il rispetto e la giustizia non inizia in un’aula di tribunale?
    per questi lavoratori… “si muore due volte, grazie ai giornalisti e ai magistrati, grazie ai cavalieri del lavoro…”

  3. pensa che corona è l’idolo di un mio cugino che si sta laureando alla bocconi……uno schifo…
    and

  4. Dopo aver letto e condiviso pienamente il tuo post mi è caduto l’occhio sulla frase del giorno del blog…e mi è sembrata in perfetta sintonia con il tuo discorso!
    “Una società di persone che non sognano non potrebbe esistere.Sarebbero morti in due settimane”. In Italia si muore di lavoro, di spazzatura, di inquinamento… l’assurda realtà del nostro paese fà morire la voglia di sognare…e mi sa che le due settimane di cui parla Burroughs sono passate da un bel pò!E’ solo una lenta e orribile agonia…

  5. L’Italia ha sempre avuto una concezione un po’ strana della parola “eroi”.
    Chi muore a causa di queste cose non è un eroe, ma una vittima, un assassinato…
    Chi muore soldato in Iraq, muore per lavoro, un lavoro che ha scelto sapendo a cosa andava in contro…
    Chi muore come Calipari per salvare un’altra vita umana… quello è un eroe! (solo un esempio…)

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