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ASSENTE INGIUSTIFICATO

MontecitorioUno Stato che non garantisce sicurezza ai propri cittadini è ovviamente responsabile dei crimini che avvengono senza controllo sul proprio territorio. E’ responsabile dell’incredibile impunità che riserva ai delinquenti italiani e dell’incapacità di buttare fuori da questo paese gli stranieri che compiono atti criminali (a chi delinque si consegna un foglio di via, con il quale il soggetto "spontaneamente" dovrebbe avviarsi alla frontiera). Lo Stato è quindi responsabile del conseguente clima di paura nella nostra società. Ritengo che sia responsabile di un aspetto, se volete, ancora più grave: il fatto che la paura stimoli e alimenti sentimenti razzisti e xenofobi. Voglio dire che se lo Stato lascia da solo il cittadino con il suo enorme senso di frustrazione è molto facile che quest’ultimo imbocchi una strada che conduce all’imbarbarimento! Quando tutti i giorni, per anni, senza che non cambi mai nulla, si è costretti ad ascoltare il racconto di violenze inaudite e soprattutto impunite, la voglia di farsi giustizia da soli cresce pericolosamente. Personalmente avverto questa paura. Mi preoccupa accorgermi di cominciare a pensare cose che prima non pensavo assolutamente. L’assenza è più dannosa di qualsiasi presenza ingombrante.
È l’indifferenza che uccide.
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10 commenti su “ASSENTE INGIUSTIFICATO

  1. il voto alla lega è l’ultima chiamata per risolvere il problema sicurezza con le armi della democrazia.

    il passo successivo è la guerra civile: chi ha paura si difende senza stare tanto a leggere la costituzione

  2. ma se ultimamente (e non so se sono solo io o ve ne siete accorti tutti) i titoli dei telegiornali cominciano già a recitare “stuprata da un EGIZIANO”… “stuprata da un RUMENO”… e quando stuprano gli italiani? meglio? cioè fa meno male??? grrrrrr

  3. e se leggo certe minchiate come questa qui… allora capisco perchè l’Italia va a puttane… ma fatevi un giro per i campi di concentramento! … e non dico altro… sono una signora…

  4. Credo di essere stato molto chiaro nel mio post. L’assenza dello Stato alimenta proprio ideologie come quelle manifestate dal commentatore di FN (mai avrei creduto di “ospitare” uno di loro). Personalmente sono cosciente del fatto che la maggior parte delle violenze avviene in famiglia, e che la stampa e i media in generale si concentrano sullo “straniero”. Detto questo, volevo proprio manifestare il disagio che provo nel constatare l’impunità di cui godono i criminali (italiani, ho scritto) in questo paese, e la totale inefficienza dello Stato a sbarazzarsi senza se e senza ma di chi arriva in Italia soltanto per delinquere. Non mi risulta che negli altri paesi europei ci sia la stessa situazione. Lo Stato latita, e il suo latitare crea derive pericolose. Il commento di “ordabarbarica” ne è la prova!

  5. con minchiata intendevo quella… 😀

  6. Eppure… a me queste improvvise escalations di violenza concentrate in momenti strategici, assolutamente gratuite e a volte commesse da chi fino a ieri era un semplice rubagalline…mettono in testa strani sospetti… ma preferisco pensare che sono io ad essere matta e malfidata senza ragione!

  7. # Orcagna
    Non ti seguo… Secondo te pagano i rumeni per violentare a cronometro? Tutto può essere… ma mi sembra un tantino azzardato! In ogni caso il problema che ho sollevato nel post esiste, e non mi riferivo solo agli stranieri, ma anche ai delinquenti italiani. Dovremmo porre un limite anche alla dietrologia e prendere atto che in questo paese chi delinque spesso è impunito, oppure esce di galera dopo troppo poco tempo.

  8. Pienamente d’accordo. Ma qui non si parla tanto di sicurezza, quanto di certezza della pena. E spiegami un po’ a cosa servono le misure severissime se poi un parlamento alla quasi unanimità (lì le ideologie non si contrappongono, curiosamente) applica un indulto che grida vendetta! Io spero davvero di sbagliarmi, ma vedrai che con questo clima di livore, provocato da fatti che “casualmente” capitano uno dopo l’altro, ci becchiamo le ronde e diciamo pure grazie!

  9. più facile che sia un’informazione strutturata in un certo modo, piuttosto. la scelta di un titolo in prima pagina o di un servizio di punta del telegiornale è una visione del mondo che qualcuno ci impone, piuttosto che una descrizione oggettiva di come le cose stanno realmente – ammesso che tale descrizione sia possibile.

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