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DI TUTTO UN PO’

I mille volti di...Nell’anno del signore 2008, devo dirvi la verità, l’ultima cosa che temo è il ritorno del fascismo, delle purghe, degli squadristi, anzi, ho paura che non aver mai deposto il cadavere del "Fascismo", sepolto dalla storia e dagli italiani ormai 60 anni fa, sia proprio il motivo principale della nostra conclamata stagnazione politica e, alla lunga, anche del tracollo della sinistra alle ultime elezioni.
Purtroppo quelli che non hanno saputo guardare avanti ma solo indietro, sono proprio coloro che continuano ad agitare questo spauracchio, forse perché paradossalmente è qualcosa che li ha tenuti a lungo in vita. Ho come l’impressione che mantenere in piedi l’imminente avvento del fascismo, sempre pronto e cazzuto, è servito spesso come collante, come appiglio per non scomparire.
Forse davvero ci meritiamo un altro dittatore, magari solo per "gestirlo" in maniera diversa da come è stato fatto con l’ultimo una volta tolto di mezzo.
Penso alla Spagna: quasi 40 anni di dittatura e poi il passaggio allo status attuale. E dove sono ora? Davanti a noi, in tutto, in grado di civilità, di pacificazione, di integrazione sociale, di sviluppo economico, tutto. Ormai ci parlano della Spagna ogni due giorni per dirci quanto sono bravi e belli!
Dopo la dittatura hanno saputo guardare avanti, e in soli 30 anni si sono democraticizzati, pacificati, facendo alternare vari governi con libere elezioni, e loro, proprio come noi, hanno una lunga storia di guerre, successioni, dominazioni, scontri fratricidi, divisioni, gestione complicata delle autonomie locali (più fanatiche e azioniste dei roboanti slogan legaioli).
In Spagna tutti riconoscono ad Aznar un buon governo, in primis l’attuale primo ministro Zapatero che ha conservato e ampliato alcuni suoi provvedimenti. Eppure, faccio solo un esempio, noi stiamo da mesi a sbatterci e a scendere in piazza per cosa? Qual è il "modello Spagna" da raggiungere? Importare da loro le unioni gay! 
Be’ – dai! – potevamo ambire ad altre cose prioritarie da risolvere, ai matrimoni omosessuali ci saremmo arrivati poi.
Niente, noi non ce la facciamo proprio, e allora avanti con lo sport nazionale: un po’ chiagn’ e fott’, un po’ qualunquista, un po’ grillino, un po’ fascista, un po’ comunista, un po’ lagnoso, un po’ intellettuale, un po’ cerchiobottista, un po’ ponziopilatesco, un po’ politically correct, un po’ GF di Endemol, un po’ Grande Fratello di Orwell, un po’ complottisti, ma sempre un po’… di tutto un po’.

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5 commenti su “DI TUTTO UN PO’

  1. Scelta della foto: superba! 🙂
    Grazie, G.

  2. quanto hai ragione… sigh!
    la Spagna ci ha pure battuto agli Europei… più avanti di così! 😉
    Scherzo…
    si in Italia ripeschiamo fascismo e comunismo come e quando ci pare… e ci lamentiamo sempre… sempre a lamentarci… senza mai fare nulla di concreto! E sono la prima a non sapere cosa si potrebbe fare di concreto…
    torno a lavorare va… finchè ancora non mi cambiano pure il contratto… 😦

  3. Ricambio, dicendo che questa foto non poteva aspirare a miglior post!
    Per il resto hai sintetizzato perfettamente il percorso storico della Spagna comparato a quello italiano… un disastro! E sono assolutamente d’accordo sulle unioni gay… c’è molto altro prima! Ma tanto, non siamo in grado di fare neanche il “molto altro”! Che dire? Da qualunque punto guardo la “cosa italiana”, vengo colto da un conato irrefrenabile… A me un secchio, please!

  4. Chiedo scusa ma… io non capisco questo “molto altro” che c’è prima dei gay. Matrimonio gay è un termine generalizzato, una specie di slogan, in realtà si tratta di diritti fondamentali delle persone, diritti (e doveri!) per persone che decidono di non sposarsi ma di costituire famiglia ugualmente (etero e non) … sono diritti fondamentali… a me non sembrano proprio delle cose di secondo piano. Prima di ipotizzare nuovi ulteriori diritti e aiuti alle famiglie catto-statali (sposate in chiesa e/o in comune) non si potrebbe pensare prima a chi questi diritti minimi non li ha ancora? Dopodichè via con la cascata di aiuti alle famiglie che si legano col vincolo del matrimonio… però non possono andare avanti loro e lasciar indietro tutta queest’altra gente che non si sposa.

  5. Il “molto altro” credo che si possa ricondurre a diritti come il lavoro, la casa, la salute…

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