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E IO CHE MI(TI) CREDEVO…

Mitico Vauro!A te, che forse non hai mai spento un incendio, ma sicuramente hai salvato qualcuno dal fiume. A te, che quando eri solo eri diverso! A te, che sei cambiato all’improvviso. A te, che sapevi e hai fatto finta di non sapere! A te, che basta una persiana chiusa per capire!
Vorrei dirti che non sarà il silenzio a colmare altri silenzi colpevoli. E non sarà facendo finta di non vedermi che eviterai di guardarti dentro! Rimanere fermi non porta da nessuna parte. Ti credevo capace di tutto, ti credevo semplice, nel senso buono del termine. Ti credevo coraggioso, e lo sei, ma non abbastanza da affrontare te stesso. Ti credevo vicino, presente e anche molto intelligente, ti credevo interessante, in una parola, ti credevo un amico…
Ti credevo…!
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13 commenti su “E IO CHE MI(TI) CREDEVO…

  1. Uh! C’è stata, anche dalle mie parti – nell’ultimo periodo – una morìa di persone scroto-dotate.

    Son cose.
    Come la sottile linea rossa fra averli, i coglioni, ed esserlo.

    Coraggio.

  2. sempre lo stesso problema vedo…
    coraggio,te lo dico anch’io anche a costo di essere banale..ma ce ne vuole tanto per essere se stessi in sto mondo di a-orchidi..
    🙂

  3. l’indiferenza è l’unica arma per non soffrire..ti lascio un saluto ilaria

  4. Gli amici… certe volte quelli veri sono più difficili da trovare di qualsiasi tesoro dei pirati… 🙂
    Ma tutto serve… anche queste esperienze servono per insegnarci qualcosa! Basta guardare avanti…

  5. Il tradimento di un Amico è imperdonabile perchè non c’è attrazione sessuale, ma una sintonia di sentimenti e pensieri che ti aiutano a crescere e a vivere. Una complicità che sviluppa le ali della mente e ti fa sentire sicuro e invulnerabile. Ed è per questo che voglio ringraziare i miei due migliori Amici che da cinque anni mi sopportano e per i quali sarei pronto a donare la vita. Grazie E. e S..

  6. Caro Zot,
    so di cosa parli e fai bene a dargli sfogo, ma finisca qui. Rischieresti di dare senso ad un sentimento confuso(il suo). Sebbene non conosca il vostro legame in passato, sono infatti convinto che l’Amicizia sia un valore che non si debba coltivare, ma che si “autocoltivi”: se si crede in quel legame , in quella persona e in ciò che vi siete dati, allora non c’è distanza, vicissitudine (o nuovo amore!…) che possa indebolirlo, nè tantomeno le sue manifestazioni più vere e affettuose, anche se sporadiche.
    Salutoni
    Dan

  7. Ummm… vedo che è stata proprio giornata di delusioni (e quindi “dichiarazioni”) dagli amici o simili, eh? :(((
    Che tristezza…

  8. i veri amici possono deludere, ma se erano davvero amici troveranno il modo di farsi perdonare

  9. Magari lo è e ha solo paura. Se è così importante nella tua vita devi concedergli almeno un’altra possibilità.

  10. @majika
    Quanto hai ragione… in giro solo ominidi!
    @madibacisaziami
    Non sei banale! Anzi mi rincuora sapere che la carenza di palle è un problema… comune!
    @ilariee
    Infatti… sarò indifferente come nei confronti di una cacca sul marciapiede…
    @Curly14
    Io guardo avanti… ma vedo sempre i soliti problemi! Guarderò ancora più avanti!!!
    @tipota
    Ti ringrazio per la dichiarazione… ma non è necessario donarci la vita… accettiamo volentieri contanti! 😉
    @dancola
    …mmh… non sono d’accordo, l’amicizia si coltiva eccome! Ti rimando ad un mio post che guarda caso ho titolato “UN AMICO DA INNAFFIARE” di lunedi 08 ottobre 2007
    @gargattina
    La tristezza la lascio al soggetto in questione… è un colore che gli si addice!
    @SimplyMum
    Hai ragione… chi vivrà vedrà!
    @matto81
    Non lo è! E’ invece una persona piccola piccola… Da me non merita null’altro che l’oblio! Sono finiti i tempi delle “altre” possibilità! Ho gia dato!!!

  11. comprendo il tuo stato d’animo…a me è successo l’anno scorso con una persona che frequentavo da anni e la ritenevo amica….non si può sempre porgere l’altra guancia,se hai dato e lui non si merita niente altro ….è finita….!

  12. Caro Zot,
    cerco di chiarire: fino a ieri ero un grande sostenitore dell’importanza di “coltivare l’Amicizia”, nel senso di essere attivi, propositivi nell’incontrarsi , chiamare, scrivere ad una persona ( e pretendere da essa tutto ciò) per poterla considerare “amica”.
    Lo pensavo fino al tuo post, quando ho riflettuto su alcune persone importanti nella mia vita, che sono spesso lontane, che non scrivono o telefonano se non sporadicamente, per necessità ma anche per rispettabile scelta.
    E come per un misterioso e tacito accordo, succede che quando li rivedi è come se non fossero esistiti mai quei mesi o quei km di lontananza e silenzio. Ci diamo l’un l’altro il meglio del nostro essere amici e questo ci viene incredibilmente naturale.
    Ma soprattutto mi viene da pensare a quando sono stato io (con dolore) “lontano” da quegli amici perchè la vita voleva così, ma quando ci siamo ritrovati è stato come se niente fosse successo: stessa intesa, nessun rancore.
    Non so, forse sono fortunato ad esser stato compreso, o bravo a comprendere, che è altrettanto importante.
    Tra coltivare o autocoltivarsi, l’Amicizia resta comunque il sentimento più nobile, forte ma anche il più impegnativo dell’umanità.
    un abbraccio
    Dan

  13. @ Zot Scriveva il Poeta romano e romanesco Cesare Pascarella : “….lo voi sapè chi sò l’amichi ver? Lo voi sapè chi sò ? SO LI QUATRINI ! 😉

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