9 commenti

FAR FINTA DI ESSERE SANI

S.Dalì - Ragazza alla finestraEra quasi un’abitudine formulare buoni propositi per l’anno nuovo. In genere sentivo spontaneamente il bisogno di promettermi qualcosa, come smettere un vizio o coltivare una virtù. Non so perché, ma quest’anno non mi è successo e mi sento meglio.
I concetti di fine e inizio portano naturalmente le persone ad affrontare un bilancio personale: cosa volevo fare, cosa ho fatto e perché non sono riuscito a fare quello che dovevo fare?
Ma non è detto che sia proprio questo il momento di farsi certe domande. Una persona non è un’azienda costretta a fare il proprio bilancio il trentuno dicembre. Ma la tendenza è questa e spesso il risultato è un falso in bilancio, che non è un reato, ma significa prendersi per il culo. Fare i conti con se stessi nel momento sbagliato può avere effetti collaterali devastanti. Il mio pensiero di inizio anno va ad una giovane ragazza che di fronte alle sfrenate abbuffate di Natale, si è trovata costretta a fare i conti con la propria anoressia, non ce l’ha fatta e si è buttata dalla finestra…
Mi domando se in una scala di valori venga prima il Natale con le sue tradizioni bulimiche e consumistiche o la vita di una ragazza, con tutte le sue umane fragilità?
Cosa è importante? Far finta di essere sani o fermarsi a riflettere quando è il momento giusto a prescindere dalle convenzioni?
Annunci

9 commenti su “FAR FINTA DI ESSERE SANI

  1. Purtroppo apparteniamo a una società animale che emargina chi non fa parte del branco e allontana il diverso, il malato, quello che resta indietro, ma nello stesso tempo non permette a chi vuole morire di farlo serenamente, come nel caso della Englaro. Siamo costretti a sembrar sani per non perdere la partita. In quanto ai bilanci di fine anno mi sembrano come voler giustificare la dissolutezza in cui si sono vissuti i dodici mesi precedenti.Come dici tu sarebbe meglio riflettere al momento giusto.

  2. Anoressia …malattia dell’anima…un linguaggio senza parole che scolpisce sul corpo un grande bisogno di aiuto: aiuto ad apprezzarsi per vivere meglio.
    Cosa serve fare i conti con il passato se non si accetta il presente?
    Erika

  3. Io i bilanci li faccio, non in periodi fissi, non a fine anno, solo quando faccio il conto della strada che ho già percorso e di quella che (statisticamente) mi resta.
    Non servono a darmi una pagella della mia vita, mi aiutano a capire cosa posso migliorare di me stessa nel tempo che, minuto dopo minuto, continua a diminuire.
    Migliorare per vivere meglio e più intensamente…….

  4. Mi vedi assolutamente d’accordo… Ho sentito anche io questa notizia tristissima… e anche io, beh, mi è venuto da chiedermi… ma la sua famiglia? 😦

  5. Buona vita e felice anno nuovo.

  6. le notizie dei giornali diventano motivo senz’altro per far pensare alla propria esperienza di vita e porsi, almeno è il mio caso non a commiserare ma a porsi vicino a chi soffre… anche con il silenzio della propria presenza. grazie, ciao auguri di bene.

  7. il tuo post mi ha colpito molto…Io tutto il mese di gennaio sono a casa in cassa integrazione,il 26 dicembre,ho distrutto la mia macchina per il ghiaccio e so cosa vuol dire disturbi alimentari(ne ho sofferto per 5 anni),e anche io quando tendo ad ingrassare vado in depressione….(adesso ho una tg 42/44),ma appena non sento le ossa vado in panico….quindi come dici nel post”Fare i conti con se stessi nel momento sbagliato può avere effetti collaterali devastanti”,è verissimo….

  8. anche io per la prima volta,non ho scritto nessun proposito per l’anno nuovo,non so perchè e non ne sento neanche il bisogno.

  9. E quando fuori dalla tua finestra il cielo si fa più grigio,
    E quando dentro ai tuoi pensieri si insinua un senso di amarezza,
    E quando avverti una crescente mancanza di energia…
    E quando ti senti profondamente solo…
    Ecco, quello è il giorno dell’appuntamento col bilancio della tua vita.
    Generalmente non è un bel giorno. E non tanto perché il cielo si fa un po’ più grigio… quanto perché tu ti fai un po’ più schifo!

    (L’Equazione – Giorgio Gaber – E pensare che c’era il pensiero)

    Una riflessione quantomai condivisibile…

    Poi Gaber è l’artista di questa mia stramba settimana (oltre che il compagno inseparabile con cui faccio tutti i miei lavoretti in casa).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: