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IL CONTE NASCOSTO

Il cavaliere stancoIl conte sussurrava al mattino, un tormento notturno, una brezza sottopelle. L’odore continuo di una speranza. Il conte pensava, taceva e pensava. Chissà quali storie inseguiva affannato. Ballava da solo, un sipario strappato. Il conte rideva ma nessuno sentiva. Taceva da sempre il conte silente. La dura armatura di una vita in difesa. Il conte bambino, sorpreso e infelice, che sognava in soffitta e giocava in cantina. Un ramo spezzato, il respiro di un tarlo. Una corsa sul prato, la camicia sgualcita e un bottone saltato. La classica posa che cambia curiosa. È il sogno di un conte rinchiuso ma vivo, il conte nascosto e il suo nobile gesto.

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3 commenti su “IL CONTE NASCOSTO

  1. Oh Cavaliere nobile e bello, cosa nascondi dietro quell’elmo? Se spezzi una lancia contro il passato il mondo futuro t’appare radioso. Uccidi i fantasmi e accendi i tuoi fuochi, scrolla di dosso quella spessa corazza e prendi leggero la via del domani. Il Conte, così, diventerà Re.

  2. capita…
    di perdersi un bottoncino…:)

  3. I conti …
    personaggi clamorosi … nonostante i silenzi.

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