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FUORI LUOGO

20080429205926Come spesso mi sento di fronte a una tragedia che non mi ha colpito. Un mix d’impotenza, profonda riflessione sul senso della vita e la scala dei valori che viene scossa proprio come un terremoto che azzera ogni cosa. Fuori luogo, perché avrei voluto scrivere della mia nuova casa, ma non mi sembra il caso! Fuori luogo, perché come al solito in questo paese si subiscono tragedie annunciate. Fuori luogo, come tutti quei giornalisti inutili che si sono precipitati alla ricerca di lacrime facili, armati di domande di una banalità imbarazzante. Un pensiero in particolare, lo vorrei dedicare a quella stronza che ieri a tarda ora si aggirava tra i parcheggi degli sfollati, bussando ai vetri delle macchine, anche con una certa insistenza, per domandare cose del tipo: “Come mai state dormendo in macchina?” – “Non avete mangiato?” – “Ma non avete mangiato perché non avevate fame o…?“. Perdonate le mie fantasie, ma vorrei tanto incontrare la poveretta in mezzo a un bosco, legata ad una quercia secolare con un microfono in culo! Scusandomi per il disturbo, e ispirandomi a un altro geniale cronista che ha dato il massimo con una signora appena estratta viva dalle macerie, le domanderei: È contenta? Forse si. Fuori luogo, come il microfono in mano a certi giornalisti!
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17 commenti su “FUORI LUOGO

  1. la mercificazione della notizia e della tragedia…non c’è notizia senza tragedia e non c’è tragedia senza notiza…tra poco si travestirà da terremotato dicendo che è il primo presidente scampato al terremoto…speriamo che almeno aumentino le forze dell’ordine contro lo sciacallaggio come suggerisce anche Daniela Melchiorre

  2. Hai detto tutto quello che doveva esser detto in merito….
    Del miserevole resto di inutili parole possiamo farne piacevolmente a meno…

    ‘notte Zot
    *Esther*

  3. purtroppo quando succedono queste cose,i giornalisti diventano sciacalli di sccop…e mi raggelano..

  4. Alda Merini, ieri ospite di Chiambretti, ha indicato con due verbi all’infinito un buon viatico per reagire al sisma: “Tacere e considerare”. Un genio.
    Poi è arrivato Malgioglio…

    Omaggi poetici, G.

  5. Si, sono anch’io del parere che un microfono in quel posto sarebbe l’ideale punizione per la ” stolta ” giornalistucola, ma lo collegherei con un mega altoparlante per far sentire al mondo gli ultimi ” sfiati ” della sua umanità ! Per quanto riguarda il cronistucolo forse si aspettava che la povera vecchietta, ancora ricoperta di calcinacci e appena salvata da sotto le macerie , alla domanda ” E’ contenta ?….Come sta ? ” rispondesse ” Io bene ,grazie…e Lei ? ” Ma lei, con lo sguardo smarrito lo ha guardato senza rispondere. Lui credo che si sia suicidato. C’é rimasto malissimo.

  6. Sono loro i veri sciacalli.
    Ingordi del dolore e dello smarrimento di quelle povere anime sopravvissute, si travestono di solidarietà per trafugare immagini da prima pagina.
    Che schifo.

  7. Fuori luogo… già.
    Soprattutto quello che non capisco è come delle persone che, come i giornalisti, lavorano con le parole non siano in grado di tirare fuori le parole giuste al momento giusto e si facciano delle gaffes pazzesche proprio nelle situazioni più drammatiche…

  8. In questo momento storico, in Italia, è più facile incontrare un alieno che un Giornalista. Con la maiuscola.

    OmaGGi, G. 🙂

  9. @riojulio
    Di sicuro è il primo a offrire “alcune” delle sue case alle persone colpite dal terremoto… Che volgarità!
    @Esther76
    Superata l’onda emotiva, vedrai che il silenzio la farà da padrone!
    @marinalennon
    Non diventano…
    @gigideluca
    Tacere e considerare? Ma che roba è? 😉
    @tipota
    Magari si fosse suicidato!
    @luceombra76
    Che poi sciascallo neanche rende troppo giustizia.. secondo me pezzo di merda è più appropriato! Perdonate il francesismo!
    @avedon
    Forse perchè non sono giornalisti…
    @gigideluca
    Stasera a cena ho invitato E.T.!

  10. caro Zot, forse dovrei sentirmi chiamata in causa. ma se ho cominciato a fare questo mestiere è anche perchè non credo che il girnalismo sia questo – forse è per questo che dopo anni di lavoro nero e precario mi ritrovo sempre in una piccola agenzia dal presente traballante. a rischio estinzione. cmq l’indignazione per questo tipo di servizi (se li vogliamo chiamare così) non passa mai. aveva ragione montanelli, che non riusciva ad augurare a nessuno oggi di intraprendere il suo mestiere.

  11. Finalmente mi capita di leggere su questa piattaforma qualcosa che non sia di circostanza. Io ho preferito tacere e pensare tra me e me, ma quello che hai detto tu, mi è piaciuto.

    Scusa l’intrusione…
    Un saluto.

  12. I miei rispetti per quello che hai scritto… Triste verità.

  13. Se prendo in rassegna tutti gli uomini e le donne che hanno fatto Giornalismo, mi viene in mente una lista di martiri che per la Notizia, quella vera, fondata, indubitabile hanno perso o rischiato seriamente di perdere la serenità della loro esistenza, ino alla loro stessa vita; il tutto tra minacce e paure, in bilico tra coraggio ed onestà.
    Mettere a repentaglio la certezza di una vita sembra essere l’unico parametro che ci garantisca l’ integrità di un vero Giornalismo?Inquietante… ma vero?

  14. Alla poveretta aggiungerei anche Santoro e Vespa…

  15. @mafalduzza
    Purtroppo Montanelli aveva ragione su tante cose…! Non sentirti chiamata in causa, sono sicuro che tu hai un’idea diversa di giornalismo e continua a portarla avanti con onestà, non puoi sbagliare!
    @LadyOfOranges
    Grazie ☺ Le frasi di circostanza le lasciamo ad altri… Intrufolati quando vuoi, sei la benvenuta!
    @LeFlaneur
    Sogno una società che licenzi in tronco simili personaggi, sogno una società fatta di persone capaci di indignarsi e reagire.. Sogno, appunto, ma son desto!
    @dancola
    Non è l’unico parametro ma certo è un inequivocabile indizio. Coraggio ed onestà sono gli ingredienti base di un giornalismo genuino. Ormai anche le notizie sono geneticamente modificate!
    @ilarialice
    Ma si, aggiungete pure nomi alla lista.. è lunga! La “poveretta” è solo una delle tante menti bacate!
    @chebruttagente
    Vero?! Speriamo che la realtà superi la fantasia come spesso accade!

  16. Fuori luogo come i fotografi che continuavano a scattare fotografie, in piena emergenza, dentro le tende del P.M.A.
    Credo di averne gentilmente invitati ad uscire fuori, un paio.

    La soddisfazione maggiore, però, è stata stringere la mano ad Emanuele Filiberto. La sua presenza, credimi, ci ha proprio rincuorati.

    Tristezza.
    Infinita.

    Saluti, Emme.

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