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A LUCI SPENTE

Totò clownUn vuoto sottile, l’impercettibile consapevolezza che fa da sottofondo. Sentire che qualcosa non va e sapere di sicuro come va. Attendere. Sperare e far finta di star bene. L’ombra che avanza, che non lascia speranza. Esserci, non esserci. Il desiderio di un ultimo sguardo, voltarsi di scatto ed esplodere in un pianto. Ridere della vita e di tutte le sue beffe, irridere la morte e tutti i suoi misteri. Spegnersi lentamente, come le luci di un circo che non ha più spettatori, prima una poi l’altra e così via fino a lasciare accese solo quelle d’emergenza. Lo spettacolo è finito, cala il sipario. Via i nani e i pagliacci, non c’è più niente da ridere. Io resto qui, tra le panche vuote, con gli occhi lucidi a tremare d’amore. Perché il mio respiro sei tu e il mio applauso a luci spente è per te, mamma.
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5 commenti su “A LUCI SPENTE

  1. In silenzio…ti abbraccio e rispetto la tua angoscia.

  2. ricorda solo che la scintilla della sua vita continua nella tua.

  3. Ti sono vicina..

    E l’invito a una visitina al centro culturale buddista rimane sempre aperta… 🙂
    (E adesso che sono zoppa e immobilizzata per un mese ancor di più, sigh!)

    Un bacino

  4. mi spiace per il tuo dolore intenso, ma puoi avere ricordi di una BUONA mamma..e non è poco. ciao mast

  5. a luci spente si ascolta tutto molto meglio…ti abbraccio..ilaria

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