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FRATELLO DI UN ALTRO PIANETA

Michael JacksonAvevo quattordici anni, arrivai allo Stadio Flaminio alle nove del mattino. Mi piazzai davanti al cancello e lì rimasi fino all’apertura verso le sei del pomeriggio. Le ultime quattro ore eravamo così compressi che se avessi voluto buttare uno spillo in terra non ci sarei riuscito. L’unico vantaggio era che chi sveniva rimaneva in piedi. Alcuni si riprendevano mentre altri venivano sollevati in aria a mo’ di salma e di mano in mano sparivano in un orizzonte di teste. Svenire significava rendere vana tutta la fatica affrontata per essere tra i primi ad entrare. Non so come, ma resistetti. Quando aprirono i cancelli fu una liberazione. Entrammo come i tori a Pamplona, una corsa sfrenata e finalmente ero proprio sotto al palco. Ce l’avevo fatta! Le ultime tre ore di attesa volarono. Si fece buio. Poi uno scoppio, una nuvola di fumo e Michael Jackson apparve davanti ai miei occhi a due metri di distanza. Ebbi subito l’impressione di guardare un alieno. Quando cominciò a ballare la sensazione si tramutò in certezza. Non avevo mai visto nessuno muoversi in quel modo. La sua danza mi ipnotizzò. Mentre attorno a me udivo solo grida impazzite di ragazzine isteriche, io ero a bocca aperta, letteralmente rapito dai suoi passi. Rimasi con questa espressione per almeno un’ora. Lo guardavo come oggi si guarda un documentario sul National Geographic. Era un vero fenomeno, un artista, un genio. Ma era anche un uomo che non aveva mai avuto il tempo di essere bambino. Non è piccola cosa. Il resto è gossip, uno strano veleno che può farti schizzare in alto ma può anche ucciderti senza pietà. Quando muore un pezzo della propria infanzia, inevitabilmente si fanno i conti con i ricordi, le emozioni, si fissa la memoria e si volta pagina. Quando l’infanzia non è mai esistita diventa difficile guardare avanti, forse si fa di tutto per cancellare, anche se stessi, e per voltare pagina si, ma definitivamente.
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3 commenti su “FRATELLO DI UN ALTRO PIANETA

  1. Piccolo grande uomo senza tempo, alla ricerca sempre di se stesso, in silenzio e senza sguardi, forse ha deciso di cancellarsi, ,ma le pagine, anche voltate, resteranno per sempre sgualcite e lasceranno nell’aria il riflesso di un uomo aggredito dalla depressione e forse mai consapevole della sua grandezza. Ma lui era Michael Jackson che forse si è lasciato morire per andarsene prima della follia finale. Con dignità.

  2. ciao! (sono tornata. da facebook è facile rimanere lontane dalla blogosfera meno..) 😀 ma così vorrei tenere l’anonimato… e tenere il blog lontano dai miei colleghi di lavoro, così come la mia vita con nome e cognome… 😀
    Allora Michael Jackson. Mi piace la sua musica. Non è il genere che amo di più, ma bisogna dire che è stato un grande dei nostri tempi… però non ho mai potuto fare a meno di guardarlo come si guarda un “razzista al contrario”. Peccato che si sia “distrutto” così. Veramente un grande peccato.

  3. un’artista particolare ma un grande..
    P.s:scusa la mia latitanza..,ma come ben sai,sono presa con le partenze per l’abruzzo come volontaria C.R.I e le mie vicessitudini,non riesco ad essere presente…mi sto cercando..

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