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L’UOMO CHE ASPETTAVA IL TRENO

destinoC’era un uomo alla stazione che aspettava il suo treno da ormai troppo tempo. Testimone di molti addii, conservava pezzi di storie, incontri curiosi, racconti di viaggi e tracce di esistenze perdute. Guardava molto lontano, di giorno aspettava e di notte sognava la giusta occasione. Confuso tra la gente che partiva e arrivava, faceva sempre la parte di quello distratto che alla fine restava. Fin quando una notte, del tutto inaspettatamente, il fischio di un treno in arrivo fu accolto dall’uomo con un grande sorriso. Era quello il treno veloce da prendere al volo. Il fischio si fece più forte, non c’era più tempo da perdere. L’uomo cominciò a correre e a saltare i binari, il primo, il secondo, poi il terzo e così via fino al treno che intanto già passava davanti. Quando riuscì a raggiungere la banchina il treno era quasi finito. L’uomo continuò a correre cercando di capire come e quando spiccare il salto verso il nero dei vagoni in movimento. Non rimanevano che pochi metri alla fine del marciapiede e quando il vuoto sotto i piedi era imminente, trovò la forza di saltare. Dell’uomo e del suo viaggio non possiamo sapere, resta una valigia abbandonata in una stazione sempre più piccola.
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4 commenti su “L’UOMO CHE ASPETTAVA IL TRENO

  1. Un’osservazione acuta e profonda dell’animo umano, emozionante e sensibile come sempre Zot sa essere . Forse niente è più stimolante dell’attesa e quando il treno arriva e passa, prenderlo al volo riconcilia con la vita. La valigia, piena di sogni ,può restare alla stazione. Se ne faranno altri e forse più belli.

  2. L’importante è sapere cio’ che si desidera ..non è mai troppo tardi…bisogna solo prenderne coscienza..la vita ti da l’opportunita’ di prendere e perdere tanti treni…

  3. Vivere da spettatore ed osservatore o divenire l’artefice della propria esistenza. divenire consapevoli delle occasioni da non lasciarsi sfuggire, poichè quando si presenteranno, magari esigeranno una decisione di una frazione di secondo. E’ tutto già prestabilito da una sorta di disegno superiore o esiste il "fato", oppure solo noi determiniamo gli accadimenti che costellano la nostra esistenza. Riflessioni filosofiche.

    Ma ho pensato ad un strano treno. A quando la nonna salutò il fratello alla stazione, doveva partire per la guerra. " Corri corri "gli diceva. ma lui rispose:Stai tranquilla maria, questo treno non lo perderò di sicuro". venne dato per disperso,non lo vide più, non perse l’ultimo treno.

    Ecco vedo una valigia, piccola appoggiata per terra, non contiene molte cose e quelle cose non servono per il viaggio.

  4. è il tema del momento
    è o non è troppo tardi?
    mi piace pensare che c’è sempre tempo per tutto
    adoro le storie alle stazioni
    luoghi magici

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