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CON TUTTO IL RISPETTO…

Ugo FantozziSe n’è andato Eric Rohmer, indiscusso maestro della Nouvelle Vague, fondatore de i Cahiers du Cinéma, scrittore, giornalista, ma soprattutto regista dell’indimenticabile pellicola “Il raggio verde”. Era il 1986 quando vidi, per la prima e ultima volta, un film di Eric Rohmer, avevo dodici anni e seguivo mia madre in una delle sue scorpacciate di cinema d’essai. Ricordo un film di una lentezza infinita. Una vera tortura. Una trama affetta da immobilità cronica. Dopo “Rottura…”, il documentario sul buio del grande regista polacco Damianowski, “Il raggio verde” è sicuramente uno dei film più noiosi della storia del cinema mondiale. Un vero e proprio saggio sulla solitudine, capace di far perdere lo spettatore nel nulla che si fa luce sullo schermo. Una serie di pause interminabili disseminate lungo una sceneggiatura pressoché inesistente, durante le quali lo spettatore è condannato a domandarsi in eterno se prima o poi succederà qualcosa. Dopo 23 anni vorrei riuscire ad esprimere il mio profondo giudizio estetico nei confronti di questo film, farò mie le parole di fantozziana memoria già dedicate a “La Corazzata Potëmkin”: per me “Il raggio verde” è una cagata pazzesca!!!
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12 commenti su “CON TUTTO IL RISPETTO…

  1. Ahaha 🙂
    Vedrò questo film per curiosità, tanto per esclamare quel mantra così liberatorio!
    Omaggi cinematografici, G.

    Ps: complimenti per la nuova skin! 😉

  2. Io ho rischiato di dormire per "Scene da un matrimonio" di Bergman.
    Gran bel film!!!!

  3. Fantozzi ci ha insegnato una frase che dovremmo avere il coraggio di  usare più spesso. Mi trovi  pienamente  d’accordo. Complimenti per la nuova veste.

  4. :-)) frase cult che io utilizzo – quando il caso – con grande gusto! certe volte non si capisce se i critici abbiano visto lo stesso film che ci propinano con immagini e parole magnifiche. oppure quando vanno al cinema i pop corn sono conditi con sostanze stupefacenti.

  5. Bhe io mi ricordo "Professione reporter "di Antonioni,c’è una scena che mette un’ansia terribile e pare che duri un’eternita’.. quella della mosca…..Quanta adrenalina  sprigionata in maniera sviscerale…appero’non ci pensavo,nonostante tutto possiede un lato terapeutico

  6. dopo questi consigli,eviterò di vedere i suoi film….Come al solito seguo l’esperto…ehehe

    Alla fine del post,ho sorriso perchè ho immaginato la tua espressione…^_^

  7. ma i film di antonioni??
    vogliamo parlà dei film di antonioni??
    3 ore di silenzio straziante…che alla fine c’ha voglia di lanciare una scarpa contro lo schermo per la rabbia!!!

  8. I film di Rohmer sono poveri di accadimenti, non sono certo film d’azione. "Il raggio verde" l’ho visto anch’io, il film, non il vero raggio verde a cui il titolo s’ispira, e ho visto anche "La donna dell’aviatore" anche quello è piuttosto estenuante. Penso che senza voler esprimere giudizi categorici, sia giusto ogni tanto dire semplicemente quello che ci si sente e va bene anche la famosa frase di Fantozzi. Mi piacerebbe leggere un tuo pensiero sui film di Godard…

  9. solo un titolo…Morte a Venezia di Luchino Visconti …era così lento che mi veniva voglia di tirarmi una chiodata sulla gamba….povero Thomas Mann.

  10. Caro G, te lo sconsiglio vivamente..ma se proprio vuoi tentare fammi sapere quanto hai resistito!

    Non dubito della sonnolenza.. ma Bergman rispetto a Rohmer è un regista di film d’azione!

    Ciao tipota! Fantozzi ci insegna tante cose, purtroppo!

    Mafalduzza, la seconda che hai detto! E comunque non è detto che il critico abbia davvero visto il film!

    lorybell62, in questo caso non mi trovi d’accordo, Professione reporter lo considero un gran bel film, anzi bellissimo, con un Jack Nicholson perfetto… Ma di Antonioni non amo tutto, in particolare gli ultimi non mi sono piaciuti granché.. Diciamo che non è certo uno dei miei registi preferiti, ma tra quelli che salvo c’è Zabriskie point..musica dei Pink Floyd…

    Invece, a proposito di Godard… un altro pianeta, un genio…semplicemente. Ma su Godard potremmo parlare molto!

    Povero Thomas Mann.. e povera la tua gamba!

  11. Ma ti diro’ che al di la’ dei film di Antonioni destinati a una parte di pubblico privilegiato,certamente,non a tutti,il minimo comun denominatore che ti trasmettono è questo stato ansioso,questi silenzi interminabili,voluti appositamente che comunque a me mettono angoscia.I films di Antonioni sono bei film per chi riesce a vederli ed entrare nella logica dell’incomunicabilita’ che lo stesso Antonioni vuole trasmettere,la scena della mosca che citavo è una di quelle.Preferisco sulla stessa tematica un Bergman,lo trovo meno criptico,per usare un termine giusto.Poi le interpretazioni della Schneider e di Nicholson sono grandi,anche perchè sono grandi attori comunque,naturalmente Antonioni non sceglie a caso…

  12. però pauline alla spiaggia forse sarebbe piaciuto anche a fantozzi, chissà…

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