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BARE, SARCOFAGHI E DIAMANTI

Ho letto che in Svizzera c’è qualcuno in grado di trasformare le ceneri di un defunto in un diamante. È proprio vero che da quelle parti con i soldi, l’oro e i preziosi, fanno i miracoli. Una volta trasformata la salma in un diamante è addirittura possibile decidere se incastonarlo in un anello, in un bracciale, in un ciondolo, oppure in un bel paio di orecchini. È un’idea meno bizzarra di quello che sembra e in fondo è un’ottima alternativa alla classica bara, al più ingombrante sarcofago, ma anche alla semplice cremazione, dopo la quale resta sempre un’urna che non si sa mai dove mettere. Eliminata qualunque cerimonia, agli amici e parenti arriverà un’email che li inviterà a collegarsi ad un sito internet per partecipare virtualmente alla fusione del corpo. Non appena il diamante sarà pronto verrà consegnato al domicilio del destinatario prescelto, viaggiando al sicuro in un furgone blindato con tanto di scorta armata. A parte l’atmosfera futuristica dal sapore leggermente cinematografico, il costo non indifferente dell’operazione e il rischio di lasciare di noi un ricordo vagamente pacchiano, penso piuttosto al fatto che, trattandosi di un enorme pompino mentale che facciamo al nostro ego, ognuno di noi vorrebbe essere un gioiello unico e inimitabile. Immagino quindi testamenti complicatissimi ricchi di spiegazioni, descrizioni e indicazioni. Ci sarà chi vorrà specificare, in quanto gioiello, chi avrà il diritto o il dovere di indossarlo. Ci sarà chi avrà paura di essere dimenticato in un astuccio portagioie, in un cassetto o al sicuro in una banca. E se il diamante venisse rubato e finisse incastonato nel dente di qualche cafone? Se alla fine, non rispettando le tue volontà, il diamante venisse montato su quella orribile spilla della nonna che hai odiato per tutta la vita? Se fosse venduto al banco dei pegni, barattando il tuo destino da pietra preziosa con qualche spicciolo per arrivare a fine mese? O peggio, se finisse sulla faccia del lontano cugino, maniaco dei piercing? Troppe incertezze, troppi dubbi e troppi rischi. Meglio sparire senza troppe incombenze, meglio la polvere che l’eternità di un diamante, meglio abitare nei ricordi, nei gesti e nei racconti di qualcuno. E se non sarà per sempre, pazienza, non sarà un problema mio.

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