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FUNERALI SÌ, FUNERALI NO, FUNERALI FORSE. FUNERALI A METÀ.

20131016-083949.jpgPriebke è stato arrestato, processato, giudicato e condannato. Lo abbiamo lasciato vivere in un quartiere di Roma e nonostante gli arresti domiciliari a cui era sottoposto, gli abbiamo permesso di uscire di casa per andare in farmacia, ma soprattutto per andare a messa (!). Non ho il ricordo di preti che si sono rifiutati di far entrare Priebke in una chiesa, non ricordo nessun atto di civile intolleranza nei confronti di questo personaggio, a parte qualche sparuta manifestazione limitata all’occasione di qualche ricorrenza. A dire la verità, non ricordo neanche qualche atto di incivile intolleranza, che probabilmente costui avrebbe meritato. Questo è un paese a memoria storica alternata, un paese che soffre di Alzheimer. Tra il prendere a calci un carro funebre e il prendere a calci un vecchio che passeggia per strada c’è una bella differenza e personalmente, fra le due, trovo molto più dignitosa la seconda. Ma siamo fatti così. Lo abbiamo tollerato da vivo, ma adesso che è morto, proprio non lo tolleriamo più. Curioso popolino italico. Inutili riflessioni anche le mie, tanto fra qualche anno, chi più chi meno, ce li ritroveremo tutti in edicola in base al loro indice di gradimento.

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