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LA DOTTORITE

InfermieraSecondo un recente studio, sembra che in ogni condominio ci sia almeno una persona affetta da “dottorite” cronica, ovvero una lieve forma di schizofrenia acuta, che colpisce molti tra coloro che hanno conseguito una laurea in medicina, nonostante avessero un evidente quoziente intellettivo molto basso. Uno dei sintomi principali di questa bizzarra patologia è l’improvvisa capacità del proprio ego di gonfiarsi o sgonfiarsi smisuratamente a seconda dei capricci del momento.
Tra i casi più eclatanti quello di un giovane medico tirolese che cominciò a dare i primi segni di squilibrio ingigantendo il suo titolo di studio fino a deformarlo a titolo nobiliare. Un giorno, durante una normale riunione di condominio, all’improvviso, il poveretto si alzò in piedi e senza una ragione precisa prese la parola. Tra lo stupore generale annunciò che da quel momento in poi tutti avrebbero dovuto rivolgersi a lui chiamandolo Barone e che nessun genere di confidenza sarebbe stata più tollerata nei suoi confronti. Inoltre, per questioni di decoro, il portiere doveva assolutamente indossare una divisa d’ordinanza più adatta al suo ruolo di inferiore e si sarebbe dovuto inginocchiare al suo cospetto prima di consegnargli la posta. Detto questo, si ritirò nei suoi appartamenti.
La nota curiosa di questa vicenda è che, solitamente, proprio dalle finestre dei suoi appartamenti, pare che si sentisse, spesso e volentieri, una voce femminile sguaiata, gridare insulti e improperi nei confronti del sedicente Barone. Il quale, se per caso non aveva sparecchiato o disgraziatamente aveva lasciato in bagno una puzza delle sue, veniva sgridato e punito come un moccioso, beccandosi del coglione e dello stronzo, piuttosto che del Dottore o del Barone e senza abbozzare alcuna reazione. Dunque, tra le mura domestiche, di fronte alla sua “signora”, il suo ego, si sgonfiava rapidamente fino a raggiungere dimensioni microscopiche, oltre le quali è impossibile misurare la dignità di un uomo. Quella voce sgraziata, dalle incredibili sfumature pecorecce – talmente greve, volgare e scurrile che al confronto un rutto in una fogna di Calcutta risulterebbe musica per le orecchie – era in realtà una perfetta cura omeopatica per la “dottorite”.
Se la scienza ci insegna qualcosa, è che ci sono casi umani disperati in cui è meglio non intervenire, soprattutto se la natura lo sta già facendo benissimo.

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