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NOSTRA SIGNORA DELLE PULIZIE

misery_1Quando eravamo giovani le pulizie di casa praticamente non ci riguardavano, al massimo si affrontavano superficialmente quando era veramente necessario e in genere sotto la pressione di una minaccia che ci costringeva a trovare soluzioni talmente rapide e creative da rasentare l’illusionismo. Forse eravamo abili nel rendere apparentemente ordinata una stanza dove sembrava essere esplosa una bancarella di abiti usati e magari eravamo capaci di restituire una parvenza di normalità a un intero appartamento dopo un festino a base di alcol e droghe – tecniche senz’altro utili in futuro se all’improvviso saremo costretti a sbarazzarci di prove imbarazzanti prima di un’irruzione della polizia – ma il concetto “pulizie di casa” restava qualcosa di astratto, una roba incomprensibile di cui giustamente ce ne fregava poco o niente. Soltanto se a casa si ventilava l’ipotesi di assumere una ragazza per fare le pulizie, l’argomento poteva suscitare un certo interesse, ma più per la speranza di arricchire le fantasie erotiche di adolescente in piena esplosione ormonale che per una reale e approfondita conoscenza dell’acaro e della sua eliminazione. Se un tempo tutto questo non ci interessava, col passare degli anni, come spesso accade, le prospettive cambiano insieme alle necessità e un bel giorno ci ritroveremo adulti a gestire la nostra vita, la nostra casa e anche la nostra signora delle pulizie. Non sarà facile trovare la persona giusta a cui affidare le chiavi della nostra intimità, ma durante la selezione avremo l’opportunità di conoscere personaggi incredibili. Ci ritroveremo faccia a faccia con la collaboratrice domestica professionista, maniaca della chimica, capace di ispezionare attentamente tutti gli angoli dell’appartamento come se dovesse fare delle ristrutturazioni in muratura; dopo aver raccontato per ore la storia della sua vita e di quella di centinaia di specie di batteri dirà che ovviamente non potrà svolgere il suo lavoro di “bonifica” senza il supporto di alcuni prodotti specifici e prima di andarsene lascerà una lista della spesa con settantadue nomi diversi di detersivi da comprare. Incontreremo la ragazza straniera con un disperato bisogno di soldi che pur di ottenere il lavoro proporrà una tariffa extra con l’happy ending e solo in quel momento capiremo che c’è stato un equivoco e che per circa un’ora abbiamo parlato pensando a prestazioni professionali diverse. Saremo presi per il culo dalla polvere nascosta sotto al divano e pagheremo qualcuno che invece di pulire passerà le ore a guardare le telenovelas in cucina mangiando interi pacchi dei nostri biscotti preferiti, prima di trovare la persona adatta. Ma alla fine troveremo la nostra signora delle pulizie e una volta trovata la vita non sarà più la stessa. Penseremo che i nostri problemi saranno finalmente risolti e che da quel momento in poi l’aiuto di qualcuno in casa ci renderà sicuramente più liberi. Ma non sarà così. Se da una parte ci sentiremo sollevati dall’idea che qualcuno venga a casa nostra una o due volte alla settimana per pulire e mettere in ordine le nostre cose, dall’altra ci sentiremo frustrati proprio perché qualcuno verrà a casa nostra una o due volte alla settimana per pulire e mettere in ordine le nostre cose. Le prime volte resteremo a casa illudendoci di poter dirigere i lavori, invece saremo spostati da una stanza all’altra come un soprammobile fino a ritrovarci isolati in un angolo del salotto, sulle uniche mattonelle asciutte che ci saranno state concesse dal führer della cera e lì aspetteremo la fine dei lavori senza poter muovere un muscolo, provando la spiacevole sensazione di essere prigionieri in casa propria. Se invece riusciremo ad evitare il sequestro di persona tornando a casa a lavori ultimati proveremo la strana sensazione di essere entrati a casa di qualcun altro; riconosceremo il nostro mobilio, ma non la sua nuova disposizione. Sarà inutile provare a contrastare qualunque forma di espressione creativa, col tempo impareremo ad amare queste ed altre meravigliose sorprese e lentamente ci adatteremo alle abitudini della nostra nuova padrona di casa.

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