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OSTACOLI

SamusocialTre gradi a destra, signora con carrello per la spesa in uscita dal portone. Andatura lenta, incerta e oscillante. Sei gradi a sinistra, signore con cappotto colorato, fermo, immobile, sta ascoltando le diverse suonerie del suo telefono con la stessa attenzione di chi cerca di captare segnali alieni dallo spazio. Tra una mazurca e una samba riesco a infilarmi e a passare, ma è solo l’inizio. Tra me e il bar che vorrei raggiungere c’è un brulicare di umanità disperata. Serve una precisione balistica, per calcolare in anticipo tutte le traiettorie e il loro possibile incrociarsi. Comincia così un obbligato ed estenuante zigzag, tra fastidiosi individui piantati sul marciapiede, assorti nei loro smartphone e congelati come tante inquietanti sentinelle in piedi. Chi non guarda, chi non pensa, chi si ferma e ci ripensa, chi ti segue precedendoti, chi non si sposta, chi lo fa apposta, chi esce da un negozio con la grazia di un orango, chi ti chiama, chi ti chiede, chi ti saluta; insomma tutto questo non aiuta. E poi ci sono quelli che devono camminare sempre l’uno accanto all’altro, inseparabili come Los tres amigos. Eccoli che mi vengono incontro, uniti dalla loro idiozia, su questo marciapiede largo appena un metro e mezzo. Mentre comincio a valutare l’ipotesi di saltarli, inventandomi una mossa di parkour, dalla sinistra mi supera una badante rumena che urla al telefono e tiene sottobraccio una signora anziana che non riesce a stare al suo passo. Mi fa venire in mente lo stesso tragico destino di quei poveri cani che, mentre stanno marcando il territorio, vengono strattonati e trascinati per metri sull’asfalto, da padroni molto distratti e poco sensibili. La badante, determinata come una testa di ariete, prosegue nella sua corsa costringendo il terzetto a sciogliersi frettolosamente. I tre riescono ad evitare l’impatto frontale, ma le gambe dell’anziana signora al seguito, ormai completamente abbandonate alla forza cinetica, volteggiano pericolosamente ad altezza stinco. Soltanto uno di loro riesce a saltare in tempo e ad evitare di essere falciato via. Gli altri due rimangono a terra con le caviglie in mano. Ancora non so se arriverò al bar per fare colazione, ma so che la giustizia prima o poi arriva e può persino indossare un paio di pesantissime scarpe ortopediche.

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2 commenti su “OSTACOLI

  1. Oh, io sono una Sentinella.
    Non leggo sullo smartphone però, lo giuro.
    E solo alle manifestazioni: vorrei tanto leggere anche mentre cammino, per guadagnare tempo, ma ho paura che prima o poi m’internino, perciò evito.

  2. Libera di esserlo.. 🙂 Ogni tanto qualcuno che legge mentre cammina lo incontro, ma la lettura è molto soggettiva, c’è a chi piace leggere in tranquillità e chi invece ci riesce benissimo dovunque. Stamattina mi è venuta addosso una tipa che mentre camminava grattava un gratta e vinci… Mi ha chiesto scusa con un bellissimo sorriso e poi è tornata indietro dal tabaccaio; vuoi vedere che ha pure vinto?!

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